Riflessologia plantare

Zordan Francesco – Massofisioterapista

Che cos'è
E' una tecnica di massaggio che si applica principalmente sui piedi, ed eventualmente sulle mani.
La Riflessologia presuppone che applicando il massaggio riflessologico si potrebbe avere un effetto o influire sull'organo corrispondente al riflesso stimolato sul piede o della mano.
Il massaggio stimola il riequilibrio dell'intero organismo dal punto di vista energetico al fine di favorire le capacità di autoregolazione del corpo e di rilassamento dell'intera muscolatura.
Consigli
Sperimentare un massaggio che si basa su dei principi molto antichi della medicina cinese e differenti dalle altre tecniche in quanto la parte trattata del corpo è solo quella dei piedi e delle mani, ma permette ugualmente di stimolare un riequilibrio generale ed energetico della persona.
Il massaggio zonale stimola la circolazione sanguinea e linfatica, contribuendo all'eliminazione delle tossine, riduce la tensione e può generare effetti positivi in caso di dolori articolari, tensioni o mal di schiena, problemi cervicali, lombalgie e sciatalgie, mal di testa, tensioni e problemi digestivi, mani o piedi gonfi, condizioni di stress etc.
Dopo una seduta di riflessologia plantare si può percepire una sensazione generale di rilassamento e benessere generale immediato e che poi permane nel corso delle giornate successive e della settimana.
Quanto dura una seduta?
Circa 50 minuti: comprende il pediluvio iniziale con olio essenziale e poi il trattamento di riflessologia specifico.
Cenni storici
Il massaggio zonale ha un'origine antichissima, che risale a 5000 anni fa; varie testimonianze attestano l'uso di tale metodo in Cina, in India, nella civiltà egizia e in America (sembra infatti da alcune incisioni che tale pratica fosse adottata fin dai tempi delle tribù Incas e Maya). In Cina si praticava una forma di digitopressione che seguiva principi simili a quelli dell'agopuntura; nel 2700 a.C., nel Nei Jing, il più antico trattato di medicina cinese, si parla del massaggio riflesso del piede. La riflessologia si diffuse in India circa mille anni prima di Cristo.Dobbiamo i primi studi scientifici sulla terapia zonale al medico e chirurgo otorinolaringoiatra americano William H. Fitzgerald (1872-1942).
Egli si laureò all'Università del Vermont e lavorò in importanti ospedali sia a Londra che a Vienna. L'inizio delle sue ricerche in questo campo fu quasi casuale; egli rimase infatti sorpreso dal fatto di poter talvolta eseguire un'operazione al naso o alla gola senza far provare dolore al paziente, mentre altre volte la stessa operazione provocava dolori insopportabili. Egli scoprì che nel primo caso il paziente praticava delle pressioni su alcune parti della mano.
Osservando gli sciamani pellerossa che tramite la stimolazione di punti riflessi di mani e piedi ottenevano effetti analgesici, e ripensando agli antichi metodi di digito-pressione cinese che aveva potuto studiare durante i suoi soggiorni in Europa, ebbe le prime intuizioni del suo metodo. Lo scopo di Fitzgerald era quello di ottenere un effetto antidolorifico, anche per evitare l'uso dell'oppio.
Nel 1913 egli comunicò le sue scoperte ai colleghi dentisti, che cominciarono ad usare la tecnica di pressione al posto degli anestetici. Il dottor Fitzgerald fu anche il primo studioso a pubblicare un trattato su questa terapia; nel 1917, in collaborazione con il dottor Edwin F. Bowers, pubblicò il suo primo volume sull'argomento: Zone Therapy, or Relievingpainat Home - La Terapia Zonale, ovvero alleviare il dolore a casa. Dagli studi approfonditi del dottor Fitzgerald nacquero le prime mappature di mani e piedi.
Tutto il corpo umano è sede di punti riflessi che è possibile stimolare per lenire dolori e tensioni. Nei piedi e nelle mani, esistono zone riflessogene collegate a tutte le parti del corpo; attraverso le estremità inferiori e superiori è quindi possibile stimolare l'intero organismo.
I piedi possiedono aree riflessogene sulla pianta, sul dorso e anche sui bordi. La stimolazione viene effettuata su punti ben precisi, in modo che il cervello decifri il messaggio e lo trasmetta poi all'organo interessato.
Controindicazioni
Se si è in gravidanza e in presenza di lesioni o ferite.